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DIFESA PERSONALE |
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Primi anni ’60, Shigeo Nakazato Sensei lascia l'isola di Okinawa e si trasferisce nella provincia argentina di Tucuman. Si fa conoscere immediatamente per il suo karate e kobudo, ottenendo in breve tempo l’incarico di istruttore del locale Corpo di Polizia. Agli inizi degli anni ’80 il Maestro, radicatosi nel frattempo a Buenos Aires, Capitale Federale, accede come istruttore speciale nella Scuola dei Cadetti della Polizia Federale Argentina e, seguito successivamente dal Maestro Cambriglia, nel Corpo di Addestramento della Polizia Speciale. La prima domanda da porsi è……cosa si intende per difesa personale? La risposta più comune, e teoricamente corretta, è che la difesa personale è la capacità di reagire ad una aggressione salvaguardando, nel contempo, la propria incolumità. La quasi totalità dei corsi di difesa personale, o autodifesa, sono organizzati in cicli di lezioni predeterminati, durante i quali vengono proposte delle situazioni di pericolo e di attacco a cui corrispondono le relative tecniche di difesa. Il tutto sarebbe, anche in questo caso, teoricamente corretto, purtroppo però abitualmente si sottovaluta il fatto che: - le situazioni di possibile pericolo sono molte e non è possibile affrontarle tutte in un "ciclo" di lezioni; - lo stress a cui si è sottoposti durante una situazione di pericolo non permette di valutare con lucidità l'attacco e pensare alla contro mossa difensiva, studiata nell'ambiente confortevole ed "amico" della palestra. Chi si rivolge al Dojos Ken ed al suo "Michi Waza" (tecniche da strada), senza limiti d'età, di sesso o di prestanza fisica e senza voler necessariamente frequentare la scuola di Karate e Kobudo, decide comunque di intraprendere un percorso serio, senza limiti di tempo, in cui, oltre alle varie "mosse", si impara a conoscere il proprio corpo, lo si fortifica e gli si insegna ad agire d'istinto.
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